योगyoga · aggiogare, disciplina, assorbimento
Cos’è lo yoga? La parola योग e che cosa dicono i testi
3 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 18 ottobre 2026
In breve
Lo yoga (योग) è una parola sanscrita che viene dalla radice yuj, aggiogare o concentrarsi. I testi lo definiscono come una disciplina della mente: il saldo controllo dei sensi (Kaṭha Upaniṣad 2.3.11), l’equanimità e l’abilità nell’azione (Bhagavad Gita 2.48 e 2.50), l’arresto dei movimenti della mente (Yoga Sutra 1.2).
Chieda a dieci insegnanti cos’è lo yoga e sentirà dieci risposte: posizioni, respiro, unione, meditazione, uno stile di vita. I testi sanscriti sono più precisi. Definiscono lo yoga più e più volte, e le loro definizioni puntano tutte nella stessa direzione: verso una mente stabile, equanime e limpida.
La parola योग
Yoga è un sostantivo formato dalla radice verbale yuj. Il suo primo significato, concreto, è aggiogare: negli inni vedici si aggiogano i cavalli a un carro. Da qui la parola è passata a indicare l’imbrigliare, il congiungere, l’applicarsi, un metodo, una disciplina. Lo stesso legame si sente in italiano: giogo, dal latino iugum, risale alla stessa radice indoeuropea di yuj (yewg-, aggiogare, congiungere).
La tradizione grammaticale sanscrita è ancora più sottile. Il Dhātupāṭha, l’elenco delle radici verbali della scuola di Pāṇini, registra tre radici yuj: una «nel senso di samādhi» (yuja samādhau, 4.68), una «nel senso di congiungere» (yujir yoge, 7.7) e una «nel senso di frenare» (saṃyamane, 10.264). L’indologo Dominik Wujastyk osserva che commentatori dello yoga come Bhoja fanno derivare lo yoga degli Yoga Sutra dalla prima, l’assorbimento, piuttosto che dall'«unione».
Il più antico commento agli Yoga Sutra, attribuito a Vyāsa, lo dice in due parole già al primo sutra: yogaḥ samādhiḥ, «lo yoga è samādhi», assorbimento. «Unione» è dunque una traduzione corretta, ma non l’unica, e non quella che la tradizione di Patañjali preferiva.
| Significato | Radice | Dove lo si incontra |
|---|---|---|
| aggiogare, congiungere, unione | yujir yoge | inni vedici, letture devozionali e vedāntiche successive |
| assorbimento, concentrazione | yuja samādhau | Vyāsa e Bhoja sugli Yoga Sutra |
| freno, controllo | yuja … saṃyamane | l’aggiogare sensi e respiro |
Quattro definizioni classiche
Kaṭha Upaniṣad: tenere saldi i sensi
Uno dei primi testi a definire lo yoga è la Kaṭha Upaniṣad, in cui la Morte istruisce il giovane Naciketas. Descrive lo stato più alto, quando i cinque sensi e la mente sono fermi e l’intelletto non si agita, poi aggiunge:
तां योगमिति मन्यन्ते स्थिरामिन्द्रियधारणाम् । अप्रमत्तस्तदा भवति योगो हि प्रभवाप्ययौ ॥
tāṃ yogam iti manyante sthirām indriya-dhāraṇām | apramattas tadā bhavati yogo hi prabhavāpyayau ||
Questo saldo trattenere i sensi è ciò che chiamano yoga. Allora si diventa vigili, perché lo yoga è sorgere e svanire.
La stessa Upaniṣad offre la celebre immagine del carro: il corpo è il carro, i sensi i cavalli, la mente le redini, l’intelletto l’auriga e il Sé il signore che vi siede (1.3.3-4). Lo yoga, qui, è letteralmente l’arte di tenere le redini. Approfondisca con le Upaniṣad.
Bhagavad Gita: equanimità e abilità nell’azione
Nel secondo capitolo della Gita, Kṛṣṇa spiega ad Arjuna come agire nel mezzo di una battaglia senza essere legato dalle proprie azioni:
योगस्थः कुरु कर्माणि सङ्गं त्यक्त्वा धनंजय । सिद्ध्यसिद्ध्योः समो भूत्वा समत्वं योग उच्यते ॥
yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgaṃ tyaktvā dhanaṃjaya | siddhy-asiddhyoḥ samo bhūtvā samatvaṃ yoga ucyate ||
Saldo nello yoga, compi le tue azioni, Dhanaṃjaya, rinunciando all’attaccamento, uguale nel successo e nell’insuccesso. L’equanimità si chiama yoga.
Due versi più avanti arriva la definizione più citata in India, motto di molte istituzioni:
बुद्धियुक्तो जहातीह उभे सुकृतदुष्कृते । तस्माद्योगाय युज्यस्व योगः कर्मसु कौशलम् ॥
buddhi-yukto jahātīha ubhe sukṛta-duṣkṛte | tasmād yogāya yujyasva yogaḥ karmasu kauśalam ||
Chi ha l’intelletto aggiogato lascia qui dietro di sé le azioni buone e le cattive. Perciò aggiógati allo yoga: lo yoga è abilità nell’azione.
Noti il gioco di parole: yujyasva yogāya, «aggiógati allo yoga». È il seme del karma yoga. La Gita offre anche una terza definizione, più silenziosa: lo yoga è «lo sciogliersi dall’unione con il dolore» (duḥkha-saṃyoga-viyogam, 6.23).
Patañjali: l’arresto dei movimenti della mente
योगश्चित्तवृत्तिनिरोधः ॥
yogaś citta-vṛtti-nirodhaḥ ||
Lo yoga è l’arresto dei movimenti della mente.
Il sutra successivo dice che cosa accade allora: «il veggente dimora nella propria natura» (1.3). Questa definizione apre il testo di yoga più sistematico della tradizione brahmanica, gli Yoga Sutra, e il suo metodo sono gli otto stadi.
Dai testi
«L’unione, la coscienza spirituale, si ottiene con il controllo della mutevole natura psichica.» — Yoga Sutra 1.2 nella traduzione inglese di Charles Johnston (1912), di pubblico dominio; resa italiana nostra.
I testi dell’hatha: la stessa meta attraverso il corpo
L’hatha yoga, a partire dall’XI secolo circa, non cambia la definizione. Il suo manuale, la Haṭhapradīpikā, si apre dicendo che insegna l’hatha «soltanto in vista del rāja yoga», la mente pacificata (1.2). Veda l’hatha yoga e il rāja yoga.
Breve storia dello yoga
| Periodo | Che cosa compare | Testi chiave |
|---|---|---|
| Età vedica | il lessico dell’aggiogare, la disciplina ascetica (tapas), il suono sacro | Ṛgveda, Veda |
| Seconda metà del I millennio a.C. | prime definizioni dello yoga come padronanza dei sensi e della mente | Kaṭha e Śvetāśvatara Upaniṣad |
| Intorno all’inizio dell’era volgare | lo yoga come azione, devozione e conoscenza; fiorisce la meditazione buddhista e jainista | Bhagavad Gita, Mahābhārata |
| ca. 325-425 d.C. (Maas) | la via sistematica in otto stadi | Yoga Sutra di Patañjali con il commento di Vyāsa |
| VII-XII secolo | lo yoga dentro iniziazione, mantra, kuṇḍalinī | tantra śaiva e śākta |
| XI-XV secolo | l’hatha yoga: posizioni, respiro, sigilli | Amṛtasiddhi, Haṭhapradīpikā |
| 1893-1896 | lo yoga presentato all’Occidente | Vivekananda a Chicago, Raja Yoga (1896) |
| XX secolo | gli stili posturali moderni | Krishnamacharya, Sivananda, Iyengar, Pattabhi Jois |
| 2014, 2016 | riconoscimento internazionale | Giornata internazionale dello yoga dell’ONU (21 giugno, risoluzione 69/131); patrimonio immateriale UNESCO |
La storia completa, con date e fonti, è nella pagina sulla storia dello yoga.
Allora, che cos’è lo yoga nella pratica?
Mettendo insieme le definizioni, lo yoga è una disciplina che raccoglie la mente dispersa, attraverso l’etica, la posizione, il respiro, il suono, la devozione, la comprensione o l’azione disinteressata, finché trova riposo. Per questo esistono diversi tipi di yoga: sono impugnature diverse dello stesso giogo.
Se comincia oggi:
- Legga lentamente le quattro definizioni qui sopra e scelga quella che le parla.
- Stia seduto cinque minuti, eretto e fermo. La stabilità è già yoga, dice la Kaṭha.
- Provi una pratica dolce di posizioni e respiro: lo yoga a casa.
- Faccia il test: quale yoga fa per me?
Domande frequenti
Yoga significa unione?
In parte. La radice yuj significa aggiogare o congiungere, da cui la traduzione corrente «unione». Ma i grammatici sanscriti registrano anche una radice yuj che significa samādhi, assorbimento, e il più antico commentatore di Patañjali spiega lo yoga semplicemente come samādhi.
Lo yoga è una religione?
Lo yoga è nato all’interno delle religioni indiane, induista, buddhista e jainista, e i suoi testi classici parlano di Dio, del Sé e della liberazione. Molte persone ne praticano le posizioni e la respirazione senza aderire a una religione; i testi stessi chiedono etica e disciplina più che una fede.
Quanti anni ha lo yoga?
La Kaṭha Upaniṣad, della seconda metà del I millennio a.C., ne dà una delle prime definizioni. Gli Yoga Sutra di Patañjali si collocano di solito nei primi secoli d.C.; i testi dell’hatha yoga compaiono a partire dall’XI secolo circa.
Quali sono i principali tipi di yoga?
I testi parlano di karma yoga, bhakti yoga e jñāna yoga (Bhagavad Gita), di rāja yoga (gli otto stadi di Patañjali) e di hatha yoga (corpo e respiro), oltre a tantra, mantra e nāda yoga. Gli stili moderni sono nati soprattutto dall’hatha yoga.
Fonti
- Kaṭha Upaniṣad, testo sanscrito (GRETIL, Università di Gottinga) verificata il 17 ottobre 2026
- Bhagavadgītā, edizione critica (Bhandarkar Oriental Research Institute), testo sanscrito (GRETIL) verificata il 17 ottobre 2026
- Patañjali, Yogasūtra con lo Yogabhāṣya attribuito a Vyāsa, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 17 ottobre 2026
- Dominik Wujastyk, le tre radici yuj del Dhātupāṭha pāṇiniano, lista INDOLOGY, 8 marzo 2011 verificata il 17 ottobre 2026
- Nazioni Unite, Giornata internazionale dello yoga, 21 giugno (risoluzione 69/131, 11 dicembre 2014) verificata il 17 ottobre 2026
- UNESCO, Yoga, Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (2016) verificata il 17 ottobre 2026
- Wikizionario, giogo (etimologia: dal latino iŭgum) verificata il 18 ottobre 2026
- Wiktionary, iugum (dal protoindoeuropeo *yugóm, radice *yewg-, affine al sanscrito yuga) verificata il 18 ottobre 2026