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ध्यानdhyāna · meditazione

Meditazione, mantra e corpo sottile

Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026

Un sannyasi seduto a gambe incrociate in meditazione sopra il Gange, Rishikesh
Foto di Ken Wieland from Philadelphia, USA, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

In breve

Negli Yoga Sutra la meditazione (dhyāna) è il settimo degli otto stadi: dopo postura, respiro e ritiro dei sensi, l’attenzione resta su un solo punto (dhāraṇā) finché scorre senza interruzioni. Cominci seduto, con la schiena dritta, cinque minuti al giorno, con il respiro o con un mantra come Om.

Patañjali elenca gli otto stadi dello yoga nello Yoga Sutra 2.29: yama, niyama, āsana, prāṇāyāma, pratyāhāra, dhāraṇā, dhyāna e samādhi. La meditazione non è una tecnica aggiunta allo yoga: è il punto verso cui conducono tutti gli altri stadi.

Un sannyasi seduto a gambe incrociate in meditazione sopra il Gange, Rishikesh
Foto di Ken Wieland from Philadelphia, USA, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0

Dhyāna, una pratica a pieno titolo

La parola ध्यान (dhyāna) viene dalla radice dhyai, «contemplare, pensare a». Patañjali la definisce in una sola riga: tatra pratyayaikatānatā dhyānam (3.2), «lì, il flusso unico e continuo della mente verso il suo oggetto è la meditazione». Quel «lì» è il luogo scelto nel passo precedente, la concentrazione (dhāraṇā, dhyāna e samādhi sono spiegati insieme in una pagina dedicata).

Molto prima di Patañjali, la Śvetāśvatara Upaniṣad dava già istruzioni pratiche (2.8-2.10): tenere il corpo fermo, con petto, collo e testa allineati, raccogliere i sensi nel cuore con la mente, e scegliere un luogo pulito e piano, gradevole alla mente, al riparo dal vento. Sono ancora oggi le basi di come meditare.

I supporti della meditazione

Le tradizioni indiane offrono diversi supporti per l’attenzione. Ne basta uno.

SupportoChe cosa si faDa dove cominciare
Il respiroseguire il respiro naturale, senza modificarlocome meditare
Un mantraripetere una formula sacra ad alta voce, sussurrando o in silenziojapa e mala
Omcantare la sillaba o ascoltarla interiormenteOm, la sillaba sacra
Un centro del corpoposare l’attenzione sul cuore, sull’ombelico o tra le sopraccigliai chakra secondo le fonti
Una sequenza guidataseguire passo passo una sequenza letta a voceuna meditazione guidata di 10 minuti

Patañjali è aperto sulla scelta dell’oggetto: yathābhimata-dhyānād vā (1.39), «oppure meditando su ciò che si desidera». Conta non l’oggetto, ma la stabilità dell’attenzione.

Principiante, intermedio, avanzato: che cosa significano qui i livelli

Le scuole di yoga di oggi parlano di livelli. La tradizione parla di impegno e di maturità più che di gradi. Patañjali dice che il risultato è vicino per chi ha un ardore intenso, e che varia ancora secondo che l’impegno sia lieve, medio o intenso (mṛdu-madhya-adhimātra, 1.21-1.22). Dice anche che la pratica si radica saldamente solo quando è mantenuta a lungo, senza interruzioni e con dedizione (1.14).

In pratica, su questo sito:

  • Principiante: da cinque a quindici minuti al giorno, seduti, con il respiro, Om o un breve mantra; nessuna ritenzione del respiro.
  • Intermedio: seduta quotidiana regolare di venti minuti o più, japa con il mala, i primi passi della concentrazione su un punto, prāṇāyāma imparato con calma.
  • Avanzato: pratica lunga o intensiva, ritiri, lavoro sul corpo sottile e sulla Kuṇḍalinī. I testi la riservano alla pratica sotto la guida di un maestro, e noi facciamo lo stesso.

La guida ai livelli spiega come la stessa scala si applica alle posture e al respiro.

Mantra, suono e corpo sottile

Questo capitolo tratta anche il lato sonoro della meditazione: i mantra sanscriti, la Gāyatrī, il Mahāmṛtyuñjaya, Om namaḥ śivāya e il japa mala di 108 grani. E tratta il corpo sottile come lo descrivono i testi dello haṭha e del tantra: il prāṇa e i cinque vāyu, le nāḍī, i chakra e la Kuṇḍalinī. Due metodi moderni di radice indiana hanno una pagina propria: la Meditazione Trascendentale e il corso Vipassana di 10 giorni.

In questo capitolo

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Domande frequenti

Quanto tempo deve meditare un principiante?

Da cinque a dieci minuti al giorno sono un buon inizio. Patañjali insiste sulla regolarità protratta nel tempo (Yoga Sutra 1.14) più che sulle sedute lunghe all’inizio.

La meditazione fa parte dello yoga o è una pratica a sé?

Negli Yoga Sutra fa parte dello yoga: dhyāna è il settimo degli otto stadi (2.29). Posture e respirazione venivano insegnate per prepararla.

Serve un mantra per meditare?

No. Gli Yoga Sutra ammettono qualsiasi oggetto adatto (1.39). Il respiro, Om o un breve mantra sono i supporti abituali nelle tradizioni indiane.

Fonti

  1. Patañjali, Yogasūtra, testo sanscrito (GRETIL, Università di Gottinga) verificata il 16 ottobre 2026
  2. The Yoga Sutras of Patanjali, traduzione di Charles Johnston (1912), Project Gutenberg verificata il 16 ottobre 2026
  3. Śvetāśvatara Upaniṣad, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026
  4. Māṇḍūkya Upaniṣad con la Kārikā di Gauḍapāda e il commento di Śaṅkara, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026