योगसूत्रyoga-sūtra · i fili dello yoga
Gli Yoga Sutra di Patañjali
4 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 17 ottobre 2026
In breve
Gli Yoga Sutra sono un testo sanscrito attribuito a Patañjali: 195 brevi aforismi in quattro libri (pāda) sull’assorbimento, la pratica, i poteri straordinari e la liberazione. Il sutra 1.2 definisce lo yoga come l’arresto dei movimenti della mente; il sutra 2.29 elenca gli otto stadi. Gli studiosi datano il testo, con il suo commento, a circa il 325-425 d.C.
Che tipo di testo è
La parola sūtra significa filo. Un testo in sūtra è una catena di enunciati brevissimi, molti senza verbo, costruiti per essere imparati a memoria e sviluppati da un maestro. I 195 sutra di Patañjali stanno in poche pagine; il loro senso vive nel commento che li ha sempre accompagnati, lo Yogabhāṣya attribuito a Vyāsa. Le chiusure dei capitoli nell’edizione sanscrita chiamano l’intera opera pātañjala yogaśāstra, il trattato di Patañjali sullo yoga.
Quando è stato scritto? L’indologo Philipp A. Maas, che ha curato l’edizione critica del primo libro, sostiene che sutra e commento formino un’unica opera, composta tra il 325 e il 425 d.C. circa: risponde a posizioni dell’idealismo buddhista dell’epoca di Vasubandhu ed era già il testo di riferimento sullo yoga all’inizio del VII secolo. Altri studiosi collocano i sutra prima e il commento dopo. Ciò che sappiamo, e non sappiamo, dell’autore è spiegato in chi era Patañjali.
I quattro libri
| Libro | Sanscrito | Sutra (GRETIL) | Di che cosa tratta |
|---|---|---|---|
| 1 | Samādhi-pāda | 51 | La definizione dello yoga, i cinque movimenti della mente, pratica e distacco, Īśvara e l’Om, gli ostacoli, i gradi dell’assorbimento |
| 2 | Sādhana-pāda | 55 | Lo yoga dell’azione, le cinque afflizioni, il karma, la sofferenza e la sua causa, i primi cinque degli otto stadi |
| 3 | Vibhūti-pāda | 55 | Concentrazione, meditazione, assorbimento, i poteri straordinari, e perché vanno lasciati alle spalle |
| 4 | Kaivalya-pāda | 34 | Karma e impressioni latenti, perché la mente non è il sé, l’indipendenza finale |
Conteggio: 51 + 55 + 55 + 34 = 195. Se la sua edizione ne ha 196, il numero in più compare di solito dopo il 3.21, dove la frase «con ciò si spiega la scomparsa del suono e del resto» è stampata come sutra; GRETIL la stampa dentro il commento di Vyāsa. Da lì in poi la numerazione del libro 3 differisce di uno: il 3.37 qui è il 3.38 altrove.
Sei sutra da sapere a memoria
L’apertura (1.1).
अथ योगानुशासनम् ॥
atha yogānuśāsanam ||
Ora, l’insegnamento dello yoga.
La definizione (1.2).
योगश्चित्तवृत्तिनिरोधः ॥
yogaś citta-vṛtti-nirodhaḥ ||
Lo yoga è l’arresto dei movimenti della mente.
Citta è la mente, vṛtti i suoi movimenti, i vortici, nirodha il loro acquietarsi.
Il risultato (1.3).
तदा द्रष्टुः स्वरूपेऽवस्थानम् ॥
tadā draṣṭuḥ svarūpe 'vasthānam ||
Allora il veggente dimora nella propria natura.
I due mezzi (1.12).
अभ्यासवैराग्याभ्यां तन्निरोधः ॥
abhyāsa-vairāgyābhyāṃ tan-nirodhaḥ ||
Si acquietano con la pratica e il distacco.
Gli otto stadi (2.29).
यमनियमासनप्राणायामप्रत्याहारधारणाध्यानसमाधयोऽष्टावङ्गानि ॥
yama-niyamāsana-prāṇāyāma-pratyāhāra-dhāraṇā-dhyāna-samādhayo 'ṣṭāv aṅgāni ||
Astensioni, osservanze, postura, regolazione del respiro, ritiro dei sensi, concentrazione, meditazione e assorbimento sono gli otto stadi.
Ogni stadio ha la sua pagina: gli otto stadi dello yoga, yama e niyama, il prāṇāyāma, dhāraṇā, dhyāna, samādhi.
Il seggio (2.46).
स्थिरसुखमासनम् ॥
sthira-sukham āsanam ||
Il seggio è stabile e comodo.
È quasi tutto ciò che Patañjali dice della postura. Vyāsa, nel commento, dà esempi di questi seggi, tra cui il loto (padmāsana), il seggio propizio (bhadrāsana), lo svastika, il bastone (daṇḍāsana), il sedersi con un sostegno, il seggio a giaciglio (paryaṅka), le posizioni sedute dell’airone, dell’elefante e del cammello, e infine «qualunque sia comoda» (yathāsukham). Quasi tutte sono modi di restare seduti immobili per meditare.
Il commento che li accompagna
Letti da soli, molti sutra sono enigmi. Lo Yogabhāṣya di Vyāsa è la chiave, e ogni commentatore successivo spiega Vyāsa più che i sutra nudi. Tre esempi di ciò che aggiunge:
- Sull'1.1 afferma che «lo yoga è samādhi» (yogaḥ samādhiḥ) e descrive cinque stati della mente: dispersa, torpida, distratta, concentrata su un punto e acquietata. Solo gli ultimi due appartengono allo yoga.
- Sull'1.12 dà l’immagine del fiume della mente, che «scorre in due direzioni: verso il bene e verso il male». Il distacco sbarra la corrente verso gli oggetti dei sensi; la pratica del discernimento apre la corrente verso la libertà.
- Sul 2.15 paragona l’insegnamento alla medicina, che ha quattro parti, la malattia, la sua causa, la salute e il rimedio: qui il ciclo dell’esistenza (saṃsāra), pieno di sofferenza, la sua causa, la liberazione e il mezzo per raggiungerla.
Tra i commenti successivi ci sono la Tattvavaiśāradī di Vācaspati Miśra (intorno al 950 d.C., secondo Maas) e il Rājamārtaṇḍa del re Bhoja (intorno al 1040 d.C.), entrambi datati da Maas.
Come leggere gli Yoga Sutra
- Cominci dai libri 1 e 2. Il libro 1 dà la mappa, il libro 2 la pratica. I libri 3 e 4 si capiscono dopo.
- Un sutra al giorno. Lo legga ad alta voce in sanscrito, poi parola per parola, poi in traduzione. È ciò che la tradizione chiama svādhyāya, lo studio di sé attraverso i testi.
- Tenga il commento a portata di mano. Quando un sutra sembra oscuro, di solito è perché non è mai stato pensato per essere letto da solo.
- Confronti due traduzioni, e verifichi quali parole appartengono al sanscrito e quali al traduttore.
- Pratichi ciò che legge. Il libro 2 è un programma: il kriyā yoga (2.1), gli yama e i niyama, un seggio stabile, un respiro calmo.
Dove leggere il testo gratuitamente
Il sanscrito è pubblicato da GRETIL (Gottinga), dall’edizione di Pune del 1904. Diverse traduzioni inglesi sono di pubblico dominio: Woods (Harvard, 1914), la più accademica, con Vyāsa e Vācaspati Miśra; Charles Johnston (1912), libera e scorrevole; M. N. Dvivedi (1890); il Raja Yoga di Vivekananda (1896). Le traduzioni italiane moderne sono protette dal diritto d’autore: per questo su Yogide citiamo il sanscrito con la nostra traduzione.
La nostra edizione
Il nostro libro (in inglese) presenta tutti i 195 sutra in devanāgarī e IAST, con una glossa parola per parola, la nostra traduzione e un breve commento fondato su Vyāsa, insieme a un piano di studio e pratica di dodici settimane costruito sul testo.
I quattro libri, pagina per pagina
Domande frequenti
Che cosa sono gli Yoga Sutra?
Un trattato sanscrito sullo yoga come disciplina della mente, attribuito a Patañjali. È scritto in sūtra, enunciati brevissimi fatti per essere imparati a memoria e spiegati da un maestro, ed è sempre stato letto insieme al commento attribuito a Vyāsa.
Quanti sono gli Yoga Sutra?
195 nell’edizione che seguiamo (GRETIL, dall’edizione di Pune del 1904): 51, 55, 55 e 34 nei quattro libri. Alcune edizioni ne contano 196, soprattutto perché considerano un sutra a sé una frase che segue il 3.21.
Che cosa dice lo Yoga Sutra 1.1?
Atha yogānuśāsanam: ora, l’insegnamento dello yoga. La parola atha, ora, segna l’inizio formale di un’opera; Vyāsa aggiunge che qui yoga significa samādhi, assorbimento.
Che cosa dice lo Yoga Sutra 1.33?
Quattro atteggiamenti che rendono limpida la mente: benevolenza verso chi è felice, compassione verso chi soffre, gioia verso chi è virtuoso ed equanimità verso chi agisce male.
Quali Yoga Sutra parlano del pranayama?
I sutra dal 2.49 al 2.53 definiscono il prāṇāyāma come l’interruzione del flusso dell’inspirazione e dell’espirazione, ne descrivono i tre movimenti e un quarto, e ne indicano il frutto. Il sutra 1.34 menziona già l’espirare e il trattenere il respiro per stabilizzare la mente. Non viene insegnata nessuna tecnica con un nome.
Gli Yoga Sutra parlano delle posture?
Quasi per niente. Solo tre sutra (2.46-2.48) parlano di āsana, il seggio per la meditazione, che deve essere stabile e comodo. Le numerose posture insegnate oggi vengono dall’hatha yoga più tardo e dal Novecento.
Fonti
- Patañjali, Yogasūtra, testo sanscrito, ed. Āgāśe 1904, digitalizzato da Philipp A. Maas (GRETIL, Università di Gottinga) verificata il 17 ottobre 2026
- Patañjali, Yogasūtra con lo Yogabhāṣya di Vyāsa, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 17 ottobre 2026
- Philipp A. Maas, A Concise Historiography of Classical Yoga Philosophy (2013, pre-print su Zenodo, CC BY 4.0) verificata il 17 ottobre 2026
- James Haughton Woods, The Yoga-System of Patañjali, Harvard Oriental Series 17 (Harvard University Press, 1914), Internet Archive verificata il 17 ottobre 2026
- The Yoga Sutras of Patanjali, interpretazione di Charles Johnston (1912), Project Gutenberg verificata il 17 ottobre 2026