भगवद्गीताbhagavad-gītā · il canto del Signore
La Bhagavad Gita, il canto del Signore
4 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 17 ottobre 2026
In breve
La Bhagavad Gita è un dialogo di 700 versi sanscriti in 18 capitoli, inserito nel Mahābhārata poco prima di una grande battaglia: Kṛṣṇa risponde alla disperazione del guerriero Arjuna. Insegna lo yoga come equanimità della mente (2.48), abilità nell’azione (2.50), conoscenza, devozione e meditazione. Gli studiosi la datano in genere al II o al I secolo a.C.
Dove si colloca la Gita
Il Mahābhārata racconta la guerra tra due rami di una stessa famiglia reale: i cinque fratelli Pāṇḍava e i loro cugini Kaurava. Sulla piana di Kurukṣetra gli eserciti si fronteggiano. Arjuna, il più abile arciere dei Pāṇḍava, chiede al suo auriga Kṛṣṇa di portare il carro tra le due schiere. Dall’altra parte vede maestri, nonni e cugini, lascia cadere l’arco e si rifiuta di combattere. La Gita è la risposta di Kṛṣṇa.
Nell’edizione critica di Pune la Gita occupa i capitoli dal 23 al 40 del sesto libro, il Bhīṣma-parvan. È costruita come un resoconto: il re cieco Dhṛtarāṣṭra pone una sola domanda (1.1), e il suo ministro Sañjaya, che ha ricevuto la vista a distanza, gli riferisce ciò che è stato detto. Per questo la Gita si apre sul «campo del dharma» e si chiude con un verso di Sañjaya (18.78).
धर्मक्षेत्रे कुरुक्षेत्रे समवेता युयुत्सवः । मामकाः पाण्डवाश्चैव किमकुर्वत संजय ॥
dharmakṣetre kurukṣetre samavetā yuyutsavaḥ | māmakāḥ pāṇḍavāś caiva kim akurvata saṃjaya ||
Sul campo del dharma, sul campo dei Kuru, radunati e desiderosi di combattere, che cosa hanno fatto i miei figli e i figli di Pāṇḍu, Sañjaya?
Quanto è lunga? 700 versi, per lo più nel metro śloka di otto sillabe, con strofe triṣṭubh più lunghe nei momenti intensi. Kṛṣṇa ne pronuncia 574, secondo il nostro conteggio sull’edizione critica. Quando è stata composta? Gli studiosi la datano in genere al II o al I secolo a.C.; alcuni propendono per il I secolo d.C. La tradizione attribuisce l’intero poema epico al saggio Vyāsa.
I diciotto capitoli in una tabella
I titoli dei capitoli qui sotto sono quelli tradizionali stampati nel testo vulgato; variano leggermente da un’edizione all’altra (il capitolo 6 è spesso chiamato dhyāna-yoga). Il numero dei versi segue l’edizione critica.
| Cap. | Titolo tradizionale | Versi | Che cosa accade |
|---|---|---|---|
| 1 | arjuna-viṣāda-yoga, lo sconforto di Arjuna | 47 | Gli eserciti, le conchiglie, Arjuna vede i suoi congiunti e depone l’arco |
| 2 | sāṅkhya-yoga, il discernimento | 72 | Il sé non viene ucciso; il dovere; lo yoga dell’intelletto; la persona di saggezza stabile |
| 3 | karma-yoga, l’azione | 43 | Nessuno può smettere di agire; agire come offerta; il desiderio è il nemico |
| 4 | jñāna-karma-saṃnyāsa-yoga, la conoscenza e la rinuncia all’azione | 42 | Il lignaggio dell’insegnamento, le discese di Kṛṣṇa (4.7-8), l’azione nell’inazione, la conoscenza come fuoco |
| 5 | saṃnyāsa-yoga, la rinuncia | 29 | Rinunciare e agire portano alla stessa meta; la visione uguale (5.18) |
| 6 | ātma-saṃyama-yoga, il dominio di sé | 47 | Il capitolo della meditazione: il seggio, la postura, lo sguardo, la moderazione, la lampada al riparo dal vento |
| 7 | jñāna-vijñāna-yoga, conoscenza e realizzazione | 30 | La natura inferiore e superiore di Kṛṣṇa; quattro tipi di devoti (7.16) |
| 8 | akṣara-brahma-yoga, l’imperituro | 28 | Ciò che si ricorda al momento della morte; l’Om come brahman di una sola sillaba (8.13) |
| 9 | rāja-vidyā-rāja-guhya-yoga, il segreto regale | 34 | Tutto riposa in Kṛṣṇa; una foglia, un fiore, un frutto, dell’acqua (9.26) |
| 10 | vibhūti-yoga, le manifestazioni | 42 | «Tra le parole io sono la sillaba unica» (10.25) |
| 11 | viśva-rūpa-darśana-yoga, la forma cosmica | 55 | Arjuna vede la forma universale; «Io sono il Tempo» (11.32) |
| 12 | bhakti-yoga, la devozione | 20 | La devozione al divino personale e al non manifesto; il devoto caro a Kṛṣṇa (12.13-20) |
| 13 | kṣetra-kṣetrajña-vibhāga-yoga, il campo e il suo conoscitore | 34 | Il corpo e chi lo conosce, la natura (prakṛti) e lo spirito (puruṣa) |
| 14 | guṇa-traya-vibhāga-yoga, le tre qualità | 27 | Sattva, rajas, tamas, e come andare oltre |
| 15 | puruṣottama-yoga, la persona suprema | 20 | Il fico con le radici in alto (15.1) |
| 16 | daivāsura-saṃpad-vibhāga-yoga, tratti divini e demoniaci | 24 | Desiderio, collera e avidità, le tre porte della rovina (16.21) |
| 17 | śraddhā-traya-vibhāga-yoga, i tre tipi di fede | 28 | Fede, cibo, sacrificio, austerità e doni di tre tipi; oṃ tat sat (17.23) |
| 18 | mokṣa-saṃnyāsa-yoga, liberazione e rinuncia | 78 | La rinuncia e il distacco dai frutti, il proprio dovere, l’abbandono finale (18.66), Arjuna si rialza (18.73) |
Conteggio: 47 + 72 + 43 + 42 + 29 + 47 + 30 + 28 + 34 + 42 + 55 + 20 + 34 + 27 + 20 + 24 + 28 + 78 = 700. Alcune edizioni a stampa aprono il capitolo 13 con una domanda in più di Arjuna («prakṛti e puruṣa, il campo e il suo conoscitore: questo desidero sapere»); contano 701 versi, e la loro numerazione del capitolo 13 è avanti di uno.
Sei versi che ogni yogi dovrebbe conoscere
Il tuo diritto è all’azione (2.47). Il verso più citato della Gita, e il cuore del karma yoga.
कर्मण्येवाधिकारस्ते मा फलेषु कदा चन । मा कर्मफलहेतुर्भूर्मा ते सङ्गोऽस्त्वकर्मणि ॥
karmaṇy evādhikāras te mā phaleṣu kadā cana | mā karmaphalahetur bhūr mā te saṅgo 'stv akarmaṇi ||
Il tuo diritto è soltanto all’azione, mai ai suoi frutti. Non sia il frutto dell’azione il tuo movente, e non attaccarti nemmeno all’inazione.
L’equanimità è yoga (2.48). Una delle più antiche definizioni della parola.
योगस्थः कुरु कर्माणि सङ्गं त्यक्त्वा धनंजय । सिद्ध्यसिद्ध्योः समो भूत्वा समत्वं योग उच्यते ॥
yogasthaḥ kuru karmāṇi saṅgaṃ tyaktvā dhanaṃjaya | siddhyasiddhyoḥ samo bhūtvā samatvaṃ yoga ucyate ||
Saldo nello yoga, compi le tue azioni, Dhanaṃjaya, lasciando andare l’attaccamento, uguale nel successo e nell’insuccesso. L’equanimità si chiama yoga.
L’abilità nell’azione (2.50).
बुद्धियुक्तो जहातीह उभे सुकृतदुष्कृते । तस्माद्योगाय युज्यस्व योगः कर्मसु कौशलम् ॥
buddhiyukto jahātīha ubhe sukṛtaduṣkṛte | tasmād yogāya yujyasva yogaḥ karmasu kauśalam ||
Chi ha l’intelletto aggiogato lascia dietro di sé, qui e ora, sia le buone sia le cattive azioni. Perciò aggiògati allo yoga: lo yoga è abilità nell’azione.
Sollevarsi da sé (6.5). La Gita mette la pratica nelle mani di chi pratica.
उद्धरेदात्मनात्मानं नात्मानमवसादयेत् । आत्मैव ह्यात्मनो बन्धुरात्मैव रिपुरात्मनः ॥
uddhared ātmanātmānaṃ nātmānam avasādayet | ātmaiva hy ātmano bandhur ātmaiva ripur ātmanaḥ ||
Sollevati da te stesso; non lasciarti sprofondare. Tu solo sei amico di te stesso, e tu solo il tuo nemico.
Pratica e distacco (6.35). Arjuna ha appena detto che la mente è difficile da trattenere come il vento. Kṛṣṇa gli dà ragione, poi indica gli stessi due mezzi degli Yoga Sutra di Patañjali (1.12).
असंशयं महाबाहो मनो दुर्निग्रहं चलम् । अभ्यासेन तु कौन्तेय वैराग्येण च गृह्यते ॥
asaṃśayaṃ mahābāho mano durnigrahaṃ calam | abhyāsena tu kaunteya vairāgyeṇa ca gṛhyate ||
Senza dubbio, o dalle braccia possenti, la mente è irrequieta e difficile da frenare. Ma con la pratica, figlio di Kuntī, e con il distacco, la si trattiene.
Rifugiati in me solo (18.66). L’ultima parola dell’insegnamento, letta da molti commentatori come il suo culmine.
सर्वधर्मान्परित्यज्य मामेकं शरणं व्रज । अहं त्वा सर्वपापेभ्यो मोक्षयिष्यामि मा शुचः ॥
sarvadharmān parityajya mām ekaṃ śaraṇaṃ vraja | ahaṃ tvā sarvapāpebhyo mokṣayiṣyāmi mā śucaḥ ||
Lasciando ogni dovere, vieni a rifugiarti in me solo. Io ti libererò da ogni colpa. Non affliggerti.
L’edizione critica legge ahaṃ tvā; molte edizioni a stampa hanno ahaṃ tvāṃ. Il senso è lo stesso.
Che cosa insegna la Gita a chi pratica
- Si può essere yogi senza lasciare la propria vita. Arjuna non viene mandato in una grotta. La Gita fa dell’azione stessa il luogo della pratica, se è compiuta senza aggrapparsi ai risultati.
- Più vie, una sola meta. Azione, conoscenza, devozione e meditazione sono presentate fianco a fianco e continuamente intrecciate: lo yoga dell’azione, il bhakti yoga e la meditazione si illuminano a vicenda.
- Un manuale di meditazione. Il capitolo 6 indica un luogo pulito, un seggio stabile «né troppo alto né troppo basso» (6.11), corpo, testa e collo tenuti diritti (6.13), e la moderazione nel cibo e nel sonno (6.17).
- Un legame diretto con le Upanishad. Il verso 2.20, sul sé che non nasce e non muore mai, condivide parola per parola tutta la sua seconda metà con un verso della Kaṭha Upaniṣad (2.18): vedi le Upanishad.
Buono a sapersi
La Gita è un invito alla guerra? La domanda è antica quanto i commenti. I lettori tradizionali vedevano la battaglia come la cornice di un insegnamento sul dovere; Gandhi leggeva Kurukṣetra come la battaglia nel cuore umano. Non serve risolverla per mettere in pratica ciò che la Gita insegna sull’azione, sull’attenzione e sulla devozione.
Come leggerla
- Cominci dai capitoli 2, 3, 6 e 12: discernimento, azione, meditazione, devozione. Poi legga tutto il testo in ordine.
- Un capitolo al giorno per diciotto giorni, un ritmo che si può far terminare a Gītā Jayantī, il giorno della Gita, a novembre o dicembre.
- Legga ad alta voce. In India la Gita si recita nei templi e nelle case; un verso detto ad alta voce è un verso che si ricorda.
- Confronti una traduzione con il sanscrito, con le edizioni gratuite elencate in Bhagavad Gita PDF.
- Tenga con sé un verso per la giornata, e noti quando le torna utile: è lo svādhyāya, lo studio di sé attraverso i testi.
Le nostre edizioni
The Bhagavad Gita for Yogis riassume tutti i diciotto capitoli e presenta 80 versi chiave in devanāgarī, traslitterazione e nostra traduzione, ciascuno con una nota per la pratica, le quattro vie dello yoga spiegate a partire dal testo e un piano di lettura e pratica di 30 giorni. The Gita in 18 Days è il suo compagno da stampare: un capitolo al giorno, un verso da imparare a memoria, una pratica di dieci minuti e diciotto schede di versi. Sono libri in inglese, riuniti nel pack della Gita in 18 giorni.
La Gita, pagina per pagina
Domande frequenti
Che cos’è la Bhagavad Gita, in parole semplici?
Una conversazione tra Kṛṣṇa e il guerriero Arjuna, che si rifiuta di combattere contro la propria famiglia. La risposta di Kṛṣṇa diventa un insegnamento su come agire senza essere legati ai risultati, come conoscere il sé, come amare Dio e come meditare. Forma i capitoli dal 23 al 40 del sesto libro del Mahābhārata.
Che cosa significa Bhagavad Gita?
Bhagavat significa il beato, il Signore, qui Kṛṣṇa; gītā significa cantato. Insieme: il canto del Signore, o il canto cantato dal Signore.
Quanto è lunga la Bhagavad Gita?
700 versi in 18 capitoli nell’edizione critica e nel conteggio corrente. Il capitolo 18 è il più lungo (78 versi), seguito dal capitolo 2 (72); i capitoli 12 e 15 sono i più brevi (20 ciascuno). Alcune edizioni a stampa aggiungono una domanda di Arjuna all’inizio del capitolo 13 e arrivano a 701.
Quanti tipi di yoga ci sono nella Bhagavad Gita?
La Gita nomina esplicitamente due vie, lo yoga della conoscenza e lo yoga dell’azione (3.3), e ne sviluppa una terza, la devozione (capitoli 9 e 12). La meditazione (capitolo 6) è spesso contata come quarta. Ognuno dei 18 capitoli porta anche un titolo tradizionale che finisce in yoga: per questo si legge talvolta che sono 18.
Come si pronuncia Bhagavad Gita?
BHA-ga-vad GHII-taa: bh è una b aspirata, le tre a di bhagavad sono brevi e smorzate, quasi come la vocale dell’inglese but, mentre la ī e la ā finale di gītā sono lunghe. La g è sempre dura, anche davanti a i.
Quando è Gita Jayanti, il giorno della Bhagavad Gita?
L’undicesimo giorno della quindicina chiara del mese lunare Mārgaśīrṣa, di solito tra fine novembre e dicembre. All India Radio ne ha riferito la celebrazione il 1° dicembre 2025; l’almanacco Drik Panchang indica domenica 20 dicembre 2026 per Nuova Delhi. La data cambia ogni anno con il calendario lunare.
Fonti
- Bhagavadgītā, testo dell’edizione critica del Mahābhārata (Bhandarkar Oriental Research Institute, Pune), Bhīṣmaparvan 23-40, GRETIL verificata il 17 ottobre 2026
- Bhagavadgītā, testo vulgato con i titoli dei capitoli, GRETIL verificata il 17 ottobre 2026
- Bhagavad Gita, Wikipedia (datazione, 700 versi confermati da Śaṅkara, Wilkins 1785) verificata il 17 ottobre 2026
- K. T. Telang, The Bhagavadgîtâ, Sacred Books of the East 8 (Oxford, Clarendon Press, 1882), Internet Archive verificata il 17 ottobre 2026
- All India Radio News, Gita Jayanti being celebrated today, 1° dicembre 2025 verificata il 17 ottobre 2026
- Drik Panchang, Gita Jayanti 2026 per Nuova Delhi (domenica 20 dicembre 2026) verificata il 17 ottobre 2026