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Lingua : Italiano

Chaturanga e plank, il bastone a quattro appoggi

3 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026

Sanscrito
चतुरङ्गदण्डासनCaturaṅga Daṇḍāsana
Significato del nome
Posizione del bastone a quattro appoggi: catur, quattro, aṅga, membro, daṇḍa, bastone, e āsana, posizione; il plank è spesso chiamato phalakāsana, da phalaka, asse
Livello
Intermedio
Famiglia
Equilibrio sulle braccia e forza
Nei testi
Posizioni moderne, assenti dalla Hatha Yoga Pradipika e dalla Gheranda Samhita

In breve

Nel plank il corpo resta dritto come un’asse su mani e punte dei piedi, polsi sotto le spalle. Caturaṅga daṇḍāsana, il bastone a quattro appoggi, scende dal plank con i gomiti piegati vicino alle costole finché le braccia sono parallele al pavimento, spalle mai più basse dei gomiti. I principianti tengono le ginocchia a terra.

Un daṇḍa è un bastone, una verga, quello che porta il rinunciante. Nel chaturanga, il bastone a quattro appoggi, tutto il corpo diventa quel bastone, tenuto a pochi centimetri dal pavimento su quattro sostegni: due mani, due piedi. Insieme al plank è il momento di forza del saluto al sole, e la posizione in cui molte spalle si fanno male nelle lezioni veloci. Eseguito lentamente, con l’allineamento giusto, costruisce la forza di cui avranno bisogno il corvo e le inversioni.

Passaggi

  1. Da quattro zampe, appoggi le mani sotto le spalle, dita aperte, medi rivolti in avanti.
  2. Porti indietro i piedi uno alla volta, dita dei piedi puntate, gambe tese. Questo è il plank: una sola linea dalla testa ai talloni.
  3. Attivi la pancia e le cosce; il bacino non cede e non si alza. Spinga il pavimento lontano da sé, così che le scapole si allarghino. Resti da tre a cinque respiri.
  4. Per il caturaṅga, sposti leggermente il corpo in avanti, così che le spalle vadano appena oltre i polsi.
  5. Espirando, pieghi i gomiti dritti all’indietro, stretti contro le costole, e scenda lentamente finché le braccia sono parallele al pavimento, non più in basso.
  6. Resti uno o due respiri, il corpo sempre dritto come un bastone, lo sguardo leggermente in avanti.
  7. Scenda del tutto fino al pavimento oppure, nel saluto al sole, passi al cobra o al cane a testa in su con l’inspirazione successiva.

Allineamento

  • I gomiti restano sopra i polsi e vicini alle costole; non si aprono di lato.
  • Le spalle non scendono mai più in basso dei gomiti.
  • Il corpo si muove come un unico blocco: niente pancia che cede, niente bacino alzato.
  • Il collo prolunga la linea della colonna.

Varianti

  • Plank e caturaṅga con le ginocchia a terra (versione dolce): appoggi le ginocchia e mantenga una linea dritta dalla testa alle ginocchia. È il modo migliore per costruire la forza.
  • Mezzo caturaṅga: scenda solo di qualche centimetro, poi risalga spingendo.
  • Plank sugli avambracci: avambracci a terra, gomiti sotto le spalle; risparmia i polsi.
  • Plank inclinato: mani su una panca, sul sedile di una sedia o contro un muro; ideale per le persone anziane e per i problemi ai polsi.
  • Plank laterale (vasiṣṭhāsana, intermedio): il corpo ruotato su una mano e sul bordo di un piede.

Controindicazioni

  • Lesione alla spalla (cuffia dei rotatori, instabilità): usi il plank sugli avambracci o inclinato, oppure salti il caturaṅga.
  • Dolore ai polsi o sindrome del tunnel carpale: plank sugli avambracci o mani contro un muro.
  • Gravidanza: dal secondo trimestre preferisca il plank inclinato o la versione con le ginocchia a terra, secondo il consiglio della sua ostetrica o del suo medico; eviti di sforzare la parete addominale.
  • Pressione alta: non trattenga il respiro; tenga la posizione per poco.
  • Intervento addominale recente o ernia: eviti finché non ha il via libera.

Nei testi

Plank e caturaṅga sono posizioni moderne. Nessun testo classico dell’hatha le descrive; gli equilibri sulle braccia della Hatha Yoga Pradipika sono il pavone (mayūrāsana, 1.32) e il gallo (kukkuṭāsana, 1.25), che poggiano sulle braccia in modo ben diverso. Una posizione prona vicino al pavimento compare nel saluto al sole del Rajah di Aundh (The Ten-Point Way to Health, Londra, 1938), ma lì il corpo tocca il pavimento con fronte, petto, ginocchia e dita dei piedi, bacino sollevato: è una prosternazione, non un plank. Caturaṅga daṇḍāsana come posizione tenuta appartiene all’insegnamento del Novecento, in particolare alla tradizione dell’Ashtanga Vinyasa di Mysore, dove collega i movimenti di ogni sequenza. Il nome phalakāsana, da phalaka, «asse, tavola», sembra un nome recente, che traduce semplicemente l’inglese plank.

Buono a sapersi

Si eserciti davanti a uno specchio o si filmi di lato una volta: se le spalle scendono sotto i gomiti, appoggi le ginocchia. Un caturaṅga breve e pulito vale dieci caturaṅga che sprofondano.

Posizioni correlate

Il plank viene dal cane a testa in giù e porta al cobra nel saluto al sole. La forza che costruisce prepara il corvo e la verticale sulla testa. Dopo, riposi nella posizione del bambino. Tutte le schede: il capitolo degli asana.

Domande frequenti

Perché il chaturanga mi fa male alle spalle?

Di solito perché il petto scende più in basso dei gomiti, e questo spinge in avanti la parte anteriore dell’articolazione della spalla sotto carico. Scenda solo a metà, tenga i gomiti sopra i polsi e vicini alle costole, oppure appoggi le ginocchia.

Quanto tempo tenere il plank?

Cominci con tre-cinque respiri, mantenendo una linea dritta dalla testa ai talloni. Meglio tenere un buon plank per poco tempo, più volte, che uno cedevole per un minuto.

Il chaturanga è un piegamento sulle braccia?

Somiglia alla metà inferiore di un piegamento sulle braccia stretto. La differenza sta nell’intenzione: nel saluto al sole è una transizione lenta, guidata dal respiro, tra il plank e il cobra o il cane a testa in su.

Pratichi con dolcezza e nei suoi limiti. Lo yoga si impara meglio con un insegnante qualificato; questa pagina non lo sostituisce.

Fonti

  1. Rajah of Aundh (Bhawanrao Pant Pratinidhi), The Ten-Point Way to Health: Surya Namaskars, a cura di Louise Morgan, J. M. Dent, Londra, 1938 (ristampa 1956), Internet Archive verificata il 16 ottobre 2026
  2. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary (1899), voci catur, aṅga, daṇḍa, phalaka, Cologne Digital Sanskrit Dictionaries verificata il 16 ottobre 2026
  3. Svātmārāma, Haṭhayogapradīpikā, testo sanscrito (GRETIL, Università di Gottinga) verificata il 16 ottobre 2026

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