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Lingua : Italiano

Vīrabhadrāsana I, il guerriero I, e la storia di Vīrabhadra

4 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026

Sanscrito
वीरभद्रासनVīrabhadrāsana
Significato del nome
Posizione di Vīrabhadra: vīra, eroe, bhadra, propizio o eccellente, il nome del guerriero nato dall’ira di Śiva, e āsana, posizione
Livello
Principiante
Famiglia
In piedi
Nei testi
Posizione moderna; la storia di Vīrabhadra nel Bhāgavata Purāṇa 4.4-4.7

In breve

Virabhadrasana I (vīrabhadrāsana), il guerriero I dello yoga, è un affondo in piedi: ginocchio anteriore piegato sopra la caviglia, gamba posteriore tesa con il tallone a terra, bacino e petto rivolti in avanti, braccia sopra la testa. Cinque respiri per lato. La posizione è moderna, ma il nome onora Vīrabhadra, il guerriero creato da Śiva per vendicare Satī.

Poche posizioni portano con sé una storia così drammatica. Il guerriero I è un affondo semplice e forte, praticato in quasi ogni lezione; il suo nome rimanda a uno degli episodi più potenti della letteratura dei Purāṇa, un racconto di offesa, dolore, yoga e furia, che si chiude con il perdono.

Passi

  1. Stia in piedi nella posizione della montagna. Porti il piede sinistro indietro di circa una gamba, o poco meno.
  2. Ruoti il piede posteriore in dentro di circa 45 gradi e spinga il suo bordo esterno e il tallone nel pavimento. Il piede anteriore punta dritto in avanti.
  3. Orienti il bacino verso la parte anteriore del tappetino per quanto è comodo; l’anca posteriore va avanti, quella anteriore indietro.
  4. Espirando, pieghi il ginocchio anteriore finché si trova sopra la caviglia, idealmente con la coscia che si avvicina al parallelo con il pavimento.
  5. Inspirando, sollevi le braccia sopra la testa, alla larghezza delle spalle, palmi uno di fronte all’altro, oppure unisca i palmi se le spalle lo permettono.
  6. Sollevi il petto, allunghi la zona lombare, lasci scendere le spalle lontano dalle orecchie. Guardi in avanti, o in alto verso le mani se il collo è a suo agio.
  7. Resti da tre a cinque respiri. Distenda la gamba anteriore, abbassi le braccia, torni avanti e ripeta dall’altro lato.

Allineamento

  • Il ginocchio anteriore resta sopra la caviglia e in linea con il secondo dito del piede; non cede mai verso l’interno.
  • La gamba posteriore è tesa e forte; il tallone posteriore resta a terra.
  • Il coccige scende leggermente, così che la zona lombare si allunghi invece di inarcarsi.
  • Le costole non sporgono in avanti quando le braccia salgono.

Varianti

  • Versione dolce, mani sui fianchi: base più corta, ginocchio anteriore meno piegato, mani sui fianchi. Ideale per imparare l’allineamento.
  • Affondo alto: tallone posteriore sollevato, piede posteriore rivolto in avanti; più facile per le anche e la zona lombare.
  • Con una sedia: si sieda sul bordo di una sedia, una gamba in avanti con il ginocchio piegato, l’altra distesa indietro a lato del sedile; braccia in alto.
  • Mani al cuore in añjali mudrā se le spalle sono rigide.
  • Guerriero II: bacino e braccia si aprono di lato; è la posizione successiva in molte sequenze.

Controindicazioni

  • Pressione alta o malattia cardiaca: tenga le braccia basse o le mani sui fianchi, e resti poco.
  • Dolore al ginocchio: pieghi meno il ginocchio anteriore e accorci la base.
  • Lesione alla spalla: mani sui fianchi o al cuore.
  • Mal di schiena lombare: usi l’affondo alto con il tallone posteriore sollevato.
  • Problemi di equilibrio: pratichi con una sedia o un muro a portata di mano.

Nei testi

Il guerriero I è una posizione moderna: nessun testo classico dell’hatha la descrive. Le tre posizioni del guerriero si trovano nell’insegnamento indiano del Novecento e sono presentate, per esempio, in Light on Yoga di B. K. S. Iyengar (1966). La posizione porta il nome di una figura dei Purāṇa, e la sua storia è raccontata per intero nel quarto libro del Bhāgavata Purāṇa, che riassumiamo qui dal sanscrito.

Satī al sacrificio del padre

Dakṣa, un patriarca della creazione, celebra un grande sacrificio e non invita il genero Śiva, che disprezza. Sua figlia Satī, sposa di Śiva, ci va comunque e sente il padre insultare il marito davanti agli dèi. Non potendolo sopportare, si siede in silenzio rivolta a nord, e il testo descrive una morte da yogi: padrona della posizione (jitāsanā), equilibra il respiro che entra e quello che esce, fa salire il respiro ascendente dall’ombelico al cuore, alla gola e al punto tra le sopracciglia, e il suo corpo divampa «per il fuoco del samādhi» (4.4.24-27).

La ciocca di capelli

Quando il saggio Nārada porta la notizia, l’ira di Śiva non ha limiti:

क्रुद्धः सुदष्टौष्ठपुटः स धूर्जटिर्जटां तडिद्वह्निसटोग्ररोचिषम् । उत्कृत्य रुद्रः सहसोत्थितो हसन्गम्भीरनादो विससर्ज तां भुवि ॥

kruddhaḥ sudaṣṭauṣṭha-puṭaḥ sa dhūr-jaṭir jaṭāṃ taḍid-vahni-saṭogra-rociṣam | utkṛtya rudraḥ sahasotthito hasan gambhīra-nādo visasarja tāṃ bhuvi ||

Adirato, mordendosi le labbra, colui dai capelli arruffati si strappò una ciocca che ardeva feroce come il lampo e il fuoco; alzatosi di colpo con una risata e un ruggito profondo, Rudra la scagliò a terra.

Bhāgavata Purāṇa 4.5.2 · nostra traduzione

Da essa sorge un gigante che tocca il cielo, con mille braccia e tre occhi fiammeggianti, una ghirlanda di teschi e le armi alzate (4.5.3). A mani giunte chiede: «Che cosa devo fare?». Śiva risponde: «Distruggi Dakṣa e il suo sacrificio; tu sei il capo dei miei guerrieri, una parte di me stesso» (4.5.4). Nella battaglia che segue il testo lo nomina: «Vīrabhadra afferrò Dakṣa» (4.5.17). Il sacrificio è rovinato e la testa di Dakṣa viene tagliata (4.5.22-26).

Il perdono

La storia non finisce con la vendetta. Gli dèi si rivolgono a Śiva, che, placato, ristabilisce il sacrificio e dà a Dakṣa la testa di un caprone (4.7.3). Altri Purāṇa, come lo Śiva Purāṇa, raccontano l’episodio con differenze di dettaglio. La posizione mostra il guerriero che si leva, braccia alzate, ben radicato: gli insegnanti moderni descrivono spesso le braccia come la spada sollevata. Questa immagine è un espediente didattico, non un testo.

Scultura in pietra di Vīrabhadra, Karnataka, XVI secolo, in piedi con spada e scudo: il guerriero che Śiva fece nascere per vendicare Satī (Dallas Museum of Art)
Foto di Daderot, Wikimedia Commons, Public domain

Posizioni collegate

Il guerriero I segue la posizione della montagna e si abbina al triangolo; Hanumānāsana è un’altra posizione che porta il nome di un eroe epico. Scopra altre storie nei nomi delle posizioni yoga e il loro significato e cominci una prima pratica con le posizioni yoga per principianti. Tutte le schede: il capitolo degli asana.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra guerriero I e guerriero II?

Nel guerriero I bacino e petto sono rivolti verso la parte anteriore del tappetino e le braccia salgono sopra la testa. Nel guerriero II bacino e petto si aprono di lato e le braccia si distendono all’altezza delle spalle sopra le gambe.

Nel guerriero I il tallone posteriore deve stare a terra?

Nella forma classica sì, con il piede posteriore ruotato in dentro di circa 45 gradi. Se il tallone si solleva o la zona lombare pizzica, accorci la base o pratichi la versione ad affondo alto, con il tallone posteriore sollevato.

Chi è Virabhadra?

Una forma terribile di Śiva. Nel Bhāgavata Purāṇa, dopo la morte di Satī, Śiva si strappa una ciocca dei suoi capelli arruffati, e da essa sorge un guerriero gigantesco che distrugge il sacrificio di Dakṣa. Altri Purāṇa raccontano la storia con varianti.

Pratichi con dolcezza e nei suoi limiti. Lo yoga si impara meglio con un insegnante qualificato; questa pagina non lo sostituisce.

Fonti

  1. Bhāgavata Purāṇa, testo sanscrito, libro 4, capitoli da 4 a 7 (GRETIL, Università di Gottinga) verificata il 16 ottobre 2026
  2. Monier-Williams, Sanskrit-English Dictionary (1899), voce vīrabhadra, Cologne Digital Sanskrit Dictionaries verificata il 16 ottobre 2026
  3. Virabhadra, Karnataka, XVI secolo, pietra, Dallas Museum of Art (fotografia, Wikimedia Commons) verificata il 16 ottobre 2026

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