स्वाधिष्ठानsvādhiṣṭhāna · la propria sede
Svādhiṣṭhāna, il secondo chakra, la propria sede
2 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026
In breve
Svādhiṣṭhāna, il secondo chakra, oggi chiamato anche chakra sacrale, è il secondo centro del corpo sottile, alla radice dei genitali. Nel Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa è un loto di sei petali vermigli che racchiude la mezzaluna bianca dell’acqua, la sillaba seme VAṂ, il dio Viṣṇu e la dea Rākiṇī. Il suo elemento è l’acqua.
Il secondo dei chakra si trova appena sopra il primo, alla radice dei genitali. Il suo nome, स्वाधिष्ठान (svādhiṣṭhāna), si spiega di solito con sva, «proprio», e adhiṣṭhāna, «sede, dimora»: la propria sede. «Chakra sacrale» è un nome moderno, nato in inglese (sacral chakra).
Secondo il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa
Il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa (1577), nella traduzione inglese di Arthur Avalon del 1919, gli dedica i versi 14-18:
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Luogo | alla radice dei genitali |
| Petali | sei, vermigli |
| Lettere | बं भं मं यं रं लं (baṃ, bhaṃ, maṃ, yaṃ, raṃ, laṃ), color del lampo |
| Elemento | acqua, जल (jala) o अप् (ap) |
| Yantra | la regione bianca dell’acqua, a forma di mezzaluna |
| Bīja | वं VAṂ, il seme di Varuṇa, signore delle acque, bianco, seduto su un makara, creatura acquatica mitica |
| Divinità | Viṣṇu (Hari), con quattro braccia, che regge conchiglia, disco, mazza e loto, seduto su Garuḍa |
| Śakti | Rākiṇī, di carnagione scura |
In altri testi
- Gorakṣaśataka (verso 14) dà un’etimologia diversa: sva, dice, significa il respiro, prāṇa, e questo centro ne è la sede, da cui il nome. Nel capitolo sulla meditazione (verso 79), la seconda ruota va visualizzata «splendente come un rubino puro».
- Kubjikāmata Tantra (11.34, 11.37): «svādhiṣṭhāna nasce dal liṅga», con sei suddivisioni, lo stesso numero di petali dello standard successivo.
L’acqua: ciò che scorre
Nella dissoluzione alla fine del Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, la terra di mūlādhāra si dissolve nell’acqua di svādhiṣṭhāna, e l’acqua a sua volta nel fuoco di maṇipūra. Chi medita passa dalla sensazione di peso alla sensazione di fluidità: è questo, e non un profilo di personalità, il senso dell’elemento nel testo.
Cosa hanno aggiunto i libri moderni
Le tabelle moderne rendono svādhiṣṭhāna arancione e lo collegano alle gonadi, a «creatività, piacere ed emozioni», alla corniola, a oli essenziali e a una frequenza. Queste associazioni vengono da autori occidentali del XX secolo, non dai testi sanscriti. Il teosofo C. W. Leadbeater, in The Chakras (1927), arrivò perfino a togliere svādhiṣṭhāna dal suo sistema e a mettere al suo posto un centro nella milza, come spiegò lui stesso.
Una semplice meditazione su svādhiṣṭhāna
- Si sieda con la schiena eretta e respiri naturalmente dal naso.
- Porti l’attenzione al basso ventre, alla radice dei genitali.
- Immagini un loto di sei petali vermigli e, al suo centro, una mezzaluna bianca.
- Ripeta in silenzio VAṂ qualche volta, sull’espirazione.
- Lasci che la sensazione di solidità si sciolga in una sensazione di fluidità, come l’acqua. Resti due o tre minuti, poi lasci andare.
Sotto c’è il primo chakra, mūlādhāra; sopra, il terzo, maṇipūra. Per l’intero sistema e ciò che è stato aggiunto dopo, veda i chakra secondo le fonti.
Domande frequenti
Che cosa significa svadhisthana?
Di solito si spiega con sva, «proprio», e adhiṣṭhāna, «sede, dimora». Il Gorakṣaśataka gioca su sva intendendolo come il respiro, prāṇa: il centro è la sede del prāṇa.
Qual è il mantra del chakra sacrale?
La sua sillaba seme è VAṂ, il seme dell’acqua e di Varuṇa, signore delle acque: una a breve e un po' scura, chiusa da un ronzio nasale.
Il secondo chakra è arancione?
L’arancione appartiene alla sequenza arcobaleno moderna. Il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa indica petali vermigli e una mezzaluna bianca; il Gorakṣaśataka vede il centro risplendere come un rubino puro.
Fonti
- Arthur Avalon, The Serpent Power (1919): Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, versi 14-18, edizione online (Wisdom Library) verificata il 16 ottobre 2026
- Gorakṣaśataka, edizione Kuvalayananda e Shukla, versi 10, 14 e 79, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026
- Kubjikāmatatantra, a cura di Goudriaan e Schoterman (1988), versi 11.34-11.37, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026