मूलाधारmūlādhāra · sostegno della radice
Mūlādhāra, il primo chakra, il sostegno della radice
2 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026
In breve
Mūlādhāra, il primo chakra o chakra della radice, è il primo centro del corpo sottile. Il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa lo colloca sotto i genitali e sopra l’ano: un loto di quattro petali cremisi con il quadrato giallo della terra, la sillaba seme LAṂ, il piccolo Brahmā e la dea Ḍākinī. Lì dorme Kuṇḍalinī, avvolta tre volte e mezza.
Il primo dei chakra è la radice su cui poggia tutto il resto. Il nome lo dice: मूल (mūla), radice, e आधार (ādhāra), sostegno. I testi più antichi lo chiamano semplicemente ādhāra, «il sostegno», e i testi dei Nātha lo contano come la prima ruota.
Secondo il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa
Il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa di Pūrṇānanda, del XVI secolo, tradotto in inglese da Arthur Avalon in The Serpent Power (1919), lo descrive nei dettagli (versi 4-13):
| Caratteristica | Descrizione |
|---|---|
| Luogo | all’imboccatura del canale centrale, «sotto i genitali e sopra l’ano» (Avalon, verso 4) |
| Petali | quattro, «di colore cremisi», con la testa del loto rivolta in basso |
| Lettere | वं शं षं सं (vaṃ, śaṃ, ṣaṃ, saṃ), «del colore splendente dell’oro» |
| Elemento | terra, पृथिवी (pṛthivī) |
| Yantra | la regione quadrata della terra, gialla, con otto lance rivolte verso le direzioni |
| Bīja | लं LAṂ, il seme della terra, con quattro braccia, seduto su Airāvata, re degli elefanti |
| Divinità | Brahmā bambino, con quattro volti e quattro braccia, in grembo al seme |
| Śakti | Ḍākinī, rossa, che regge una lancia, un bastone sormontato da un teschio, una spada e una coppa |
Più all’interno si trova un triangolo «come il lampo» che racchiude il vento del desiderio e il seme klīṃ; sopra di esso il liṅga nato da sé (svayambhū), di colore scuro; e intorno a esso Kuṇḍalinī, avvolta tre volte e mezza, addormentata, che con la bocca chiude l’apertura del canale più interno.
È questa l’immagine dietro il riassunto moderno «chakra della radice: rosso, quadrato». Nel testo il quadrato è la regione della terra, i petali sono rossi, e c’è molto di più: un elefante, un dio bambino, una dea, un triangolo, un liṅga e la potenza avvolta.
In altri testi
- Kubjikāmata Tantra (11.34, 11.37): «L’ano è chiamato ādhāra», con quattro suddivisioni.
- Gorakṣaśataka (versi 10-11): l’ādhāra è la prima ruota, un loto di quattro petali all’ano. Nel capitolo sulla meditazione (verso 78), la prima ruota va visualizzata «come oro fuso», con lo sguardo posato sulla punta del naso.
I colori cambiano da un testo all’altro: in sanscrito le parole dei colori sono immagini poetiche, non codici di vernice.
La terra: la stabilità
In questo sistema ogni centro è legato a un elemento, e Mūlādhāra al più pesante, la terra. Nella dissoluzione descritta alla fine del Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, la terra è il primo elemento a essere assorbito, nell’acqua del centro successivo, svādhiṣṭhāna. È questa la base testuale dell’idea moderna di «radicamento»: non una promessa, ma l’immagine della solidità che chi medita prima sente e poi lascia andare.
Cosa hanno aggiunto i libri moderni
Le tabelle moderne danno a Mūlādhāra un rosso uniforme, primo colore di un arcobaleno, e lo collegano alle ghiandole surrenali, alla «sopravvivenza e sicurezza», al diaspro rosso o all’ematite e a una nota musicale. Niente di tutto questo si trova nei testi sanscriti: viene da autori occidentali del XX secolo. I testi descrivono un centro da visualizzare in meditazione, non un organo, un tratto del carattere o una pietra.
Una semplice meditazione su mūlādhāra
- Si sieda su un cuscino o su una sedia, con la schiena eretta, e senta il peso del corpo sul suolo.
- Porti l’attenzione alla base del tronco, tra l’ano e i genitali.
- Immagini un loto di quattro petali cremisi e, al suo centro, un quadrato giallo.
- Ripeta in silenzio LAṂ qualche volta, lentamente, insieme al respiro. La ṃ finale è un leggero ronzio.
- Resti due o tre minuti con l’immagine e la sensazione di stabilità, poi le lasci andare e apra gli occhi.
Il centro successivo, il secondo chakra, è svādhiṣṭhāna; l’intero sistema è nella pagina i chakra secondo le fonti, e i canali che li collegano in quella sulle nāḍī.
Domande frequenti
Qual è il mantra del primo chakra?
La sua sillaba seme (bīja) è LAṂ, il seme della terra, pronunciata con una finale nasale: una a breve e un po' scura, seguita da un ronzio a labbra chiuse.
Di che colore è il chakra della radice?
Nel Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa i suoi quattro petali sono cremisi e il quadrato della terra è giallo; il Gorakṣaśataka lo vede risplendere come oro fuso. Il rosso uniforme, primo colore di una sequenza arcobaleno, è una convenzione moderna.
Dove si trova mūlādhāra?
Alla base del tronco, nel perineo: sotto i genitali e sopra l’ano, all’apertura inferiore del canale centrale.
Fonti
- Arthur Avalon, The Serpent Power (1919): Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, versi 4-13, edizione online (Wisdom Library) verificata il 16 ottobre 2026
- Gorakṣaśataka, edizione Kuvalayananda e Shukla, versi 10-11 e 78, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026
- Kubjikāmatatantra, a cura di Goudriaan e Schoterman (1988), versi 11.34-11.37, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026