आज्ञाājñā · comando
Ājñā, il terzo occhio, il centro del comando
2 min di lettura · Aggiornato il 18 ottobre 2026 · Fonti verificate il 16 ottobre 2026
In breve
Ājñā, il sesto chakra, oggi chiamato terzo occhio, è il sesto centro del corpo sottile, tra le sopracciglia. Il nome significa «comando»: il commento dice che lì si riceve il comando del guru. Nel Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa è un loto bianco di due petali, sede della mente, che custodisce la dea Hākinī, un triangolo con un liṅga e la sillaba Om.
Il sesto dei chakra, quello che molti oggi chiamano terzo occhio, si trova tra le sopracciglia: è l’ultimo dei sei centri infilati sul canale centrale. आज्ञा (ājñā) significa «comando». Il commento di Kālīcaraṇa, tradotto da Avalon, spiega che qui il comando del guru viene ricevuto dall’alto.
Secondo il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa
| Caratteristica | Descrizione (versi 32-38, trad. inglese Avalon 1919) |
|---|---|
| Luogo | tra le sopracciglia |
| Petali | due, bianchi: il loto «è come la luna» (verso 32) |
| Lettere | हं क्षं (haṃ, kṣaṃ), bianche |
| Elemento | nessuno dei cinque elementi grossolani; è la regione della mente, manas |
| Śakti | Hākinī, bianca, con sei volti e sei braccia |
| All’interno | un triangolo che contiene il liṅga detto itara, simile al lampo; e nel triangolo «l’unione di lettere che formano il Praṇava» (verso 35), cioè ॐ |
| Il sé interiore | «somiglia a una fiamma nel suo splendore» (verso 35) |
I due petali portano le ultime due lettere dell’alfabeto, ha e kṣa, e completano le cinquanta lettere distribuite sui sei centri. Sopra ājñā il testo descrive stadi più sottili che conducono al loto dai mille petali, sahasrāra.
In altri testi
- Śiva Saṃhitā (5.96-5.98 nella traduzione di Vasu): il chakra di due petali chiamato ājñā è tra le sopracciglia, con le lettere ha e kṣa; la sua dea è Hākinī; al suo interno brilla un seme «splendente come la luna d’autunno»; il testo lo chiama la grande luce tenuta segreta in tutti i tantra.
- Kubjikāmata Tantra (11.35, 11.37): «ājñā è tra i due occhi», con due suddivisioni.
- Gorakṣaśataka (verso 84): lo yogi medita sul dio che dimora tra le sopracciglia, «come una perla lucente», e si colma di beatitudine.
La mente: oltre gli elementi
I cinque centri inferiori custodiscono i cinque elementi, dalla terra all’etere. Ājñā non ne custodisce nessuno: nella dissoluzione descritta dal Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, qui l’etere si dissolve nella mente, prima che la mente stessa venga assorbita in ciò che sta sopra. È questa la base testuale del legame tra ājñā e la mente, il punto in cui chi medita passa dalla sensazione di spazio alla consapevolezza stessa.
Il punto tra le sopracciglia è anche uno dei luoghi classici in cui fissare lo sguardo e l’attenzione nella pratica dello haṭha e nella dhāraṇā, e il luogo di Om, il cui suono i testi collocano qui.
Cosa hanno aggiunto i libri moderni
Le tabelle moderne rendono ājñā indaco, lo collegano all’ipofisi o all’epifisi, all'«intuizione e alla visione psichica», all’ametista, e lo chiamano «terzo occhio». La corrispondenza con una ghiandola e il colore sono letture occidentali del XX secolo. Il nome «terzo occhio» richiama il terzo occhio di Śiva nella mitologia, un’idea diversa dal centro descritto nei testi dello yoga.
Una semplice meditazione su ājñā
- Si sieda con la schiena eretta, rilassi la fronte e gli occhi.
- Porti l’attenzione al punto tra le sopracciglia, senza forzare lo sguardo verso l’alto.
- Immagini un piccolo loto bianco di due petali, luminoso come la luna, e al suo centro una piccola fiamma ferma.
- Ripeta in silenzio OṂ qualche volta, lasciando che ognuno si spenga nel silenzio.
- Poi resti nella semplice consapevolezza, senza alcuna immagine. Resti qualche minuto e lasci andare.
Sotto c’è il quinto chakra, viśuddha; sopra, il settimo, sahasrāra; l’intero sistema è nella pagina i chakra secondo le fonti.
Domande frequenti
Che cosa significa ajna?
Comando, autorità. Il commento di Kālīcaraṇa al Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa spiega che qui si riceve dall’alto il comando del guru.
Qual è il mantra del sesto chakra?
Il testo associa questo centro al praṇava, Om: per questo gli elenchi moderni gli danno OṂ come sillaba seme.
Ajna e il terzo occhio sono la stessa cosa?
I testi sanscriti lo chiamano ājñā e lo collocano tra le sopracciglia. «Terzo occhio» è un’etichetta nata in inglese che richiama il terzo occhio di Śiva nella mitologia indiana; i testi dello yoga non la usano per questo centro.
Il terzo occhio è indaco?
L’indaco viene dalla sequenza arcobaleno moderna. Il Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa descrive il loto bianco, come la luna; il Gorakṣaśataka visualizza il centro come una perla lucente.
Fonti
- Arthur Avalon, The Serpent Power (1919): Ṣaṭ-cakra-nirūpaṇa, versi 32-38, edizione online (Wisdom Library) verificata il 16 ottobre 2026
- Śrīśa Chandra Vasu (trad.), The Siva Samhita, capitolo 5, Sacred Books of the Hindus vol. XV (1914-1915), Internet Archive verificata il 16 ottobre 2026
- Gorakṣaśataka, edizione Kuvalayananda e Shukla, verso 84, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026
- Kubjikāmatatantra, a cura di Goudriaan e Schoterman (1988), versi 11.35 e 11.37, testo sanscrito (GRETIL) verificata il 16 ottobre 2026